Alimentazione
Alimentazione occidentale e sindrome metabolica 31/1/2008
I risultati di una ricerca pubblicata di recente hanno confermato ciò che molti da tempo sospettano, ossia che la dieta occidentale, ricca di carne, granaglie raffinate e cibi fritti, incrementa il rischio di sviluppare la sindrome metabolica. Il consumo di latticini, d'altro canto, offre una qualche protezione nei confronti delle anomalie dei fattori di rischio cardiovascolari. Vi sono stai alcuni studi su diversi componenti della dieta ed i loro effetti sulla sindrome metabolica, ma il presente studio estende la prospettiva sull'intera dieta. Nessuno infatti assume un solo tipo di cibo: con la dieta occidentale nel suo complesso, caratterizzata anche da scarso apporto di frutta e verdura, pesce e granaglie integrali, è stato possibile accertare un aumento del rischio di sindrome metabolica. (Circulation online 2008, pubblicato il 22/1)
Diabete tipo 2, utile l'olio di pesce
Due mesi di integrazione con olio di pesce riducono l'adiposità ed i marcatori aterogeni nelle donne con diabete di tipo 2. Questi effetti benefici potrebbero essere connessi a variazioni morfologiche ed infiammatorie nel tessuto adiposo. I pazienti con diabete di tipo 2 possono assumere una dose moderata di PUFA in totale sicurezza: se non si superano gli 1,8 g/die, essi non deteriorano il controllo glicemico o la sensibilità all'insulina, ma aiutano a diminuire l'adiposità ed alcuni cambiamenti infiammatori correlati. E' però necessaria cautela nei pazienti che assumono anticoagulanti, nei quali è necessario uno stretto controllo per stabilizzare l'INR. Una dieta ricca in olio di pesce potrebbe essere di beneficio, ma assumerlo sotto forma di capsule su base regolare sarebbe più semplice che mangiare sempre pesce e potrebbe assicurare un effetto stabile. Gli integratori, inoltre, sarebbero di massima utilità per i pazienti a cui il pesce non piace. (Am J Clin Nutr 2007; 86: 1670-9)
Da DoctorNews del 10/1/2008
Neuropatia diabetica: alfa-linolenico diminuisce rischio. DoctorNews 9/1/08
L'assunzione con la dieta di acido alfa-linolenico è associata alla riduzione dell'incidenza della neuropatia diabetica periferica. L'acido alfa-linolenico è un acido grasso omega-3 che si trova in molto oli vegetali, fra cui quelli di lino e noce. Un'elevata assunzione di questi oli è comunemente associata ad una riduzione del rischio di coronaropatie ed ipertensione, ed il loro effetto protettivo nei confronti delle malattie macrovascolari e la loro associazione con la neuropatia diabetica periferica potrebbero essere dovute a meccanismi biologici simili. Sono però necessari ulteriori studi per verificare gli effetti protettivi dell'acido alfa-linolenico nei pazienti diabetici. (Diabetes Care 2008; 31: 93-5)