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Percorso Menopausa – Documento dalla Campania di Maria Gabriella De Silvio

Percorso Menopausa


Maria Gabriella De Silvio
I° CONGRESSO REGIONALE AGITE CAMPANIA Caserta 10/05/2008

La menopausa è un fenomeno fisiologico intorno al quale negli ultimi anni è cresciuto l’interesse della ricerca per accompagnare la donna dalla pre- alla post-menopausa e combattere sia gli effetti negativi a breve termine ( la sintomatologia climaterica), sia quelli a lungo termine come, ad es. potenziali rischi carcinogenetici, la patologia cardiovascolare, l’osteoporosi ed, in generale, i fenomeni dell’invecchiamento I sintomi, dovuti alle trasformazioni ormonali, sono lo specchio soggettivo interiore di altre difficoltà esterne, relazionali, familiari, ambientali e vissuti psicologici a queste collegati, che la donna affronta in questo periodo, prevalentemente nella sfera dell’individuale, dell’intimo e del privato.
Lo stile di vita, considerato come l’insieme di comportamenti dipendenti da fattori individuali, sociali, ambientali appartenente alla società o a differenti gruppi di essa o a differenti individui, influenza fortemente il rischio di malattia lungo tutta la vita dell’ individuo e ciò vale anche per la donna in menopausa.
Ma i determinanti sociali sono rappresentati solo dalle persone, che devono essere adeguatamente sostenute, per cui bisogna puntare sul welfare basato sulla partecipazione e sull’empowerment, ponendo la persona al centro del sistema ed agendo in modo da aumentarne le capacità di controllo del proprio stato di salute, e questo deve essere l’elemento distintivo dei consultori familiari.
I Consultori Familiari sono istituzionalmente deputati alla prevenzione ed all’educazione alla salute e la Menopausa come settore, è quello che maggiormente si beneficia di questi interventi.
La prevenzione è un concetto non solo strettamente medico, ma anche culturale e come tale deve porre sullo stesso piano comunicativo il medico e le donne.
Il medico deve promuovere e comunicare sani stili di vita, il raggiungimento di questo obiettivo è il frutto del coinvolgimento e dell’ascolto delle donne, nonché di interventi realizzati attraverso il contributo dei diversi settori della società.
Una qualificata esperienza di ascolto e formazione è rappresentata dai “Corsi Menopausa” che grazie al coinvolgimento diretto delle donne consentono la creazione di un linguaggio comune tra le stesse donne e gli operatori sanitari. Obiettivo di questi Corsi è la tutela del benessere psico-fisico della donna. Il metodo usato è quello didattico-partecipativo, lo strumento è il lavoro di gruppo.

Quando si parla di menopausa si pensa agli ormoni, alla depressione o all’osteoporosi, ma ad un approccio più completo, la menopausa va intesa come un momento di cambiamento.
CAMBIARE SIGNIFICA PERDERE QUALCOSA E CONQUISTARE
QUALCOS ’ALTRO
Il limite dell’abituale approccio alla menopausa è la difficoltà di organizzare interventi che non si occupino solo del corpo della donna, ma anche dei suoi sentimenti, è la mancanza di un approccio “corale”. Questo limite è superato dall’organizzazione dei gruppi menopausa che consentono alle donne di confrontarsi sui sentimenti, di far circolare le emozioni, le informazioni, le risorse, i pensieri al riguardo.
Altro ostacolo, a volte insormontabile per le donne italiane, è parlare di sessualità, difficoltà che diventa ancora più grave e pesante durante la menopausa. La donna può avere facilità a comunicare problemi fisici, ma spesso ha difficoltà a parlare di sessualità e di problemi psicologici. Il calo del desiderio, la ridotta lubrificazione vaginale possono creare una grande vulnerabilità a livello emotivo e devono necessariamente essere oggetto di ascolto da parte del medico.
UNA EMERGENTE DOMANDA DI SALUTE DA QUESTA FASCIA DI POPOLAZIONE FEMMINILE SEMPRE PIU’ AMPIA PORTA ALLA NECESSITA’ DI CREARE DEI CENTRI PER LA MENOPAUSA DOVE SI POSSA ATTUARE IL MANAGEMENT DELLA SINDROME CLIMATERICA CHE CONSISTE IN:

  • ARRUOLAMENTO NEL CENTRO MENOPAUSA
  • INSERIMENTO NEI DUE PERCORSI: INFORMATIVO E DIAGNOSTICO- TERAPEUTICO

I FASE: programma informativo
Nell’ottica della inscindibilità di un approccio globale alla menopausa è opportuno che intervenga una campagna educazionale di tipo igienico-comportamentale che miri a modificare atteggiamenti e comportamenti dannosi.
Gli operatori di un Consultorio Familiare inoltre, devono essere innanzitutto, oltre che dei professionisti nel loro settore,dei professionisti della comunicazione e quindi della prevenzione. Perciò molto importante risulta essere il corso informativo articolato in 8 incontri con vari specialisti:il ginecologo,il fisiatra, lo psicologo, il dietologo,il dermatologo, il senologo, l’ostetrica. Il momento informativo deve diventare propedeutico a quello terapeutico.

OBIETTIVI DEL CORSO:
1° Tutelare il benessere psico-fisico della donna nel climaterio.
2° Insegnare un nuovo stile di vita.
3° Ottenere la compartecipazione terapeutica.

II FASE: programma diagnostico-terapeutico
Dovendo perseguire l’appropriatezza nell’utilizzo delle risorse e nel risultato finale bisogna creare un percorso di qualità che consista nella presa in carico globale della donna in menopausa e nel suo inserimento in un circuito sanitario di prevenzione.
Requisiti indispensabili per il raggiungimento dell’obiettivo sono:

  • RAPPORTO MEDICO-PAZIENTE FONDAMENTALE PER LA COMPLIANCE DELLE PAZIENTI
  • ATTEGGIAMENTO DI APERTURA DEL PERSONALE MEDICO E COLLABORATORI
  • ACCOGLIENZA
  • AMBIENTE CONFORTEVOLE
  • AVERE UN MODELLO ASSISTENZIALE INTEGRATO TRA CENTRO DELLA MENOPAUSA E SERVIZI OSPEDALIERI

Perché è necessario che questa attività si svolga nel territorio? Perché queste sono le caratteristiche dei Consultori Familiari:

Prevenzione ed educazione sanitaria compiti istituzionali
Modalità di accesso diretto
Filtro nei confronti della struttura ospedaliera
Metodologia di lavoro in equipe
Approccio multidisciplinare integrato

Occorre, inoltre, un piano articolato tra i servizi Territoriali ed Ospedalieri che attraverso un utilizzo integrato dei servizi socio-sanitari crei percorsi di accompagnamento: dalla sensibilizzazione all’informazione, all’ascolto, al ricorso corretto alle prescrizioni diagnostiche ed agli interventi terapeutici che la medicina dell’ evidenza offre. Ciò al fine di consentire alle donne la consapevolezza di sentirsi seguite, riconosciute, tutelate, nell’acquisizione di una corretta coscienza sanitaria e nella rivalutazione della soggettività anche in questa fase del ciclo di vita femminile.
Il Ben – essere dopo i 50 anni è un premio, è il risultato di quanto le donne si siano amate anche attraverso una alimentazione sana ,attività fisica,trattamenti mirati…. La vera prevenzione è nell’adozione di stili comportamentali salutari e questi devono essere appresi già nell’adolescenza e nell’età giovanile. E’ lì, infatti, il momento in cui si paletta il percorso di una buona prevenzione.
E se fino a quel momento non si è fatto nulla per la propria salute? Allora la menopausa è un buon momento per cominciare, per non perdere una buona occasione, per trasformare il tempo che passa in una opportunità. Sul terreno medico si continueranno a fare gli screening specifici per le patologie più importanti, seguendo le indicazioni sulla prevenzione che in genere cominciano già prima della menopausa. Poi a secondo della propria età e del proprio profilo genetico e familiare di rischio, si aggiungeranno altri controlli, o se ne ridurranno altri a seconda della valutazione fatta dal proprio medico.
Sul terreno della prevenzione primaria, se non lo si è fatto prima, si comincerà a farlo ora, valutando che la messa a riposo dell’organismo riproduttivo ha regalato alle donne una fase ed un tempo di maggiori risorse da dedicare alla promozione della propria salute ed al miglioramento della qualità di vita personale.
L’OMS ha definito nel 1993 la qualità della vita come le percezioni che gli individui hanno della condizione della loro vita nel contesto della cultura e dei sistemi di valore in cui vivono ed in relazione agli obiettivi, agli standard ed alle preoccupazioni. (Adler –2002)
Il 14 Aprile 2006 è stata presentata da un gruppo di medici la Carta di Firenze. Un documento che chiama il medico a confrontarsi con il paziente sulla base di un linguaggio comprensibile, di disponibilità autentica, di partecipazione massima, di totale trasparenza, in sintesi, una relazione alla pari tra medico e paziente. La carta contiene 15 ARTICOLI ed inizia dichiarando che la relazione tra medico e paziente deve garantire a quest’ultimo autonomia di scelta, prosegue elencando contenuti, modi e tempi della comunicazione, conclude ricordando che a comunicare si impara e che la materia deve diventare parte della formazione del professionista della sanità.
E vorrei concludere proprio citando l’articolo 5 della Carta “ Il tempo dedicato a informazione, comunicazione, relazione è “ tempo di cura”.