In ricordo di Giorgio Pardi e Umberto Nicolini
Convegno Nazionale AGITE
DALLE INDAGINI EPIDEMIOLOGICHE RANDOMIZZATE AL PERCORSO NASCITA
IL GINECOLOGO E L’OSTETRICA SUL TERRITORIO: PROFESSIONE SALUTE RIPRODUTTIVA
Il primo obiettivo strategico, in occasione del Convegno AGITE in Lombardia, è favorire il collegamento delle azioni di ginecologi e ostetriche, per favorire la qualità dei servizio ostetrico ginecologo del territorio.
I ginecologi e le ostetriche del territorio, sono gli "operatori per la salute riproduttiva", hanno necessità specifiche, differenti dai ginecologi e ostetriche che lavorano nell'ospedale, dove il lavoro quantomeno è adeguatamente standardizzato e definito, anche nelle attività “produttive”.
Il Convegno AGITE in Lombardia oltre ad una giornata dedicata all'aggiornamento e alla proposta di indagine epidemiologica sulla condilomatosi con l'egide della SIGO e dell'ISS), propone una mattina all'insegna del ruolo professionale di ginecologi e ostetriche del territorio e del coordinamento tra territorio e ospedale, che vuole essere una esortazione a prendere in mano il nostro destino di operatori, sconfiggendo la visione organicistica della salute riproduttiva.
Lo “stimolo” a sviluppare documenti condivisi sulla prestazione “Visita Ginecologica” parte da una comunicazione arrivataci di un sopralluogo dei Noc della Regione Lombardia, all'ambulatorio della prevenzione dell'Istituto Europeo Oncologico, che contestavano la necessità di 30 minuti per una sola prestazione, la “visita ginecologica”, dovendo controllare solo la salute di utero, tube, ovaie, vagina e vulva, dimenticando le "funzioni" ad essi connesse, come la sessualità, la minzione, la defecazione, e le necessità sociali: il bisogno contraccettivo, la riproduzione, la necessità di mantenere un'integrità che non è destino, ma programmazione, azioni e indagini, necessitando il tutto di counselling, che è relazione, empatia, tempo.
La scomparsa dei compianti Prof. Giorgio Pardi, sostenitore di una visione moderna, "olistica" della professione del ginecologo e del Prof. Umberto Nicolini, "nostro" amico e sostenitore di un coordinamento territorio ospedale (scomparsa degli ambulatori di primo livello negli ospedali, a partire dal Buzzi), ci ha tolto l'appoggio culturale e scientifico di due autorità della nostra area, su argomenti per noi vitali, per poterci riferire ad una alta qualità delle prestazioni territoriali.
Con Giorgio Pardi, al quale avevo sottoposto il termine di ginecologo medico preventivo (termine che sostenevo con molti colleghi da molti anni), si era arrivati alla definizione finale di Ginecologia e Ostetricia Medico Preventiva, che rappresenta al meglio la specificità del nostro lavoro quotidiano. Più volte Pardi aveva fatto riferimento al cambio della prestazione ginecologica, in direzione della promozione della salute piuttosto che alla cura della malattia.
Con Umberto, la mia generazione (ginecologi di 45-55 anni di età), insieme a tanti altri colleghi, è cresciuta avendo vicino un signore (idealmente con la bombetta) che metteva continuamente in dubbio le fragili certezze continuamente in ballo tra medicina dell'evidenza e approcci totalmente empirici, imbarazzando chi riportava nella clinica ginecologico ostetrica, procedure che avrebbero dovuto fare parte solo di eventuali rigorosi approcci scientifici (vedi al convegno per esempio la “terapia” della “contrattilità uterina” in gravidanza).
Queste "perdite" ci hanno lasciato un po' più soli ad affrontare le difficoltà di una Sanità (e una ginecologia e ostetricia), lasciata sempre più in mano a burocrati e politici con una continua devalorizzazione delle prestazioni ostetrico ginecologiche nei confronti di altre specialità ovvero diminuzione dei tempi.
Ma la vita continua e altri colleghi possono sostituirli, dal punto scientifico e culturale per sostenere quest'area culturale e sociale in difesa dei diritti sessuali e riproduttivi delle donne e degli uomini di qualsiasi età, nazionalità e religione.
Il Convegno si svolge in una Lombardia, ricca sia economicamente che di cultura della solidarietà, ma che ancora stenta a definire adeguati standard di assistenza per la salute riproduttiva, vedi assenza di uno screening regionale del cervico-carcinoma, posizioni poco chiare sull'educazione sessuale, ecc.
Daremo spazio per stand oltre agli sponsor dell'evento, alle associazioni no profit che lavorano per la salute riproduttiva, allargando lo spazio per il confronto su assistenza alla madre, parto naturale, servizi di consulenza gratuita on line, FNCO, associazioni di ostetriche, di pazienti endometriosiche, ecc.
L'area poster sarà dedicata, più che a comunicazioni scientifiche, alla comunicazione di temi interessantissimi che rischiano di rimanere in ambiti ristretti di associazioni e forum molto motivati, ma che necessitano di potersi rivolgere ad un vasto pubblico di utenti e operatori.
Maurizio Orlandella
Presidente AGITE
Associazione Ginecologi Territoriali