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PROPOSTA  DI  INTERVENTO  DA INOLTRARE ALL’ASSESSORATO  ALLA  SANITA’ DELLA REGIONE PUGLIA.
PREVENZIONE  DELLA  INTERRUZIONE  VOLONTARIA  DI  GRAVIDANZA,
INTRODUZIONE DELLA  GRATUITA’  DEGLI  INTERVENTI  CONTRACCETTIVI,
RUOLO  DEI  CONSULTORI  FAMILIARI


Riferimenti legislativi
La Legge istitutiva dei Consultori Familiari n° 405/75 elenca all’Art. 2  le finalità del Consultorio e recita al comma b)  “ la somministrazione dei mezzi necessari al conseguimento delle finalità liberamente scelte dalla coppia e dal singolo in ordine alla procreazione responsabile, nel rispetto delle convinzioni etiche e dell’integrità fisica dei cittadini utenti e per prevenire il ricorso all’aborto quale mezzo di controllo delle nascite”
La Legge 194/78 (relativa all’IVG)   recita all’Art. 2 “ ...La somministrazione su prescrizione medica, nelle strutture sanitarie e nei Consultori, dei mezzi necessari per conseguire le finalità liberamente scelte in ordine alla procreazione responsabile è consentita anche ai minori”.
Entrambe le normative pertanto assegnano ai CC.FF. il compito di prescrivere e somministrare i mezzi contraccettivi sia alle donne di maggiore età sia alle minorenni.

ANDAMENTO DEL FENOMENO IVG

Andamento delle IVG in Italia
La  “RELAZIONE DEL MINISTRO DELLA SALUTE SULLA ATTUAZIONE DELLA LEGGE 194/78 - DATI PRELIMINARI 2004 - DATI DEFINITIVI 2003”  del 19 ottobre 2005 sintetizza che “Sulla base dei dati provvisori a tutt’oggi disponibili, il valore assoluto di IVG per il 2004 è pari a 136715 interventi, con un incremento dell’3.4% rispetto al 2003 (132178 casi) e un decremento del 41.8% rispetto al 1982, anno in cui si è registrato il più alto ricorso all’IVG (234801 casi).
Il tasso di abortività (N. IVG per 1000 donne in età feconda 15-49 anni), l’indicatore più accurato per una corretta valutazione della tendenza al ricorso all’IVG, è risultato pari a 9.9 per 1000, con un incremento del 2.6% rispetto al 2003 (9.6 per 1000) e un decremento del 42.4% rispetto al 1982 (17.2 per 1000).
Il rapporto di abortività (N. IVG per 1000 nati vivi) è risultato pari a 249.4 per 1000 con un incremento dell’1.8% rispetto al 2003 e un decremento del 34.4% rispetto al 1982 (380.2 per 1000).
Nel corso degli anni è andato crescendo il numero degli interventi effettuato da donne con cittadinanza estera, e nel 2003 tali interventi rappresentano il 25.9% del totale delle IVG, mentre, per esempio, nel 1998 tale percentuale era del 10.1%.
Considerando solamente le IVG effettuate da cittadine italiane (e avendo cura di ripartire per cittadinanza i non analizzati, soprattutto per il 2002 e il 2003) il dato risulterebbe essere 130546 nel 1996, 124446 nel 1998, 113583 nel 2000, 106954 nel 2001, 104052 nel 2002, e 97755 nel 2003 con una riduzione del 6.1% rispetto al 2002.
In conclusione, quindi, ad una ulteriore importante diminuzione delle IVG tra le italiane si associa un sempre più consistente contributo delle straniere”

Andamento delle IVG in Puglia
Estrapolando i dati definitivi relativi all’anno 2003 della Regione Puglia abbiamo che:
  • il valore assoluto di IVG per il 2003 è di 12519 interventi : - 4,4%  rispetto all’anno 2002;
  • il tasso di abortività (N° di IVG per 1000 donne in età feconda) è stato nel 2003 il 12,4%: -4,0%  del 2002; è il più alto in Italia (alla pari con l’Emilia Romagna);
  • il rapporto di abortività (N° IVG per nati vivi) è stato nel 2003 pari a 317,3  : - 2,2  del 2002 ;è il più alto in Italia.
Complessivamente in Puglia le IVG continuano ad essere in calo così come i tassi e i rapporti di abortività ma questi ultimi restano comunque ai primi posti in campo nazionale (e ciò andrebbe anche analizzato alla luce anche dei dati relativi agli Ospedali che eseguono le IVG in quanto in Puglia, così come in Emilia Romagna, la Legge 194 ha una migliore applicazione e pertanto si assiste a flussi di pazienti provenienti dalle Regioni limitrofe).
Per quel che attiene all’analisi sociologica si evince dalla relazione ministeriale che in Puglia :
il 9,6% delle IVG è stato eseguito da donne che hanno meno di 20 anni e il 26,5% da donne
      comprese fra 20 e 24 anni;
il 58,3% sono donne coniugate;
il 53,5%  ha conseguito la licenza media inferiore e il 32,6% la licenza media superiore;
il 48,8% sono casalinghe e il 30,2% sono occupate;
      -    il  3,9% sono straniere (contro un 3,1% del 2002);
      -    il 22,3% hanno già eseguito 1 IVG in precedenza .
L’analisi di questi dati merita certamente un approfondimento a diversi livelli ma è indubbio che il ruolo del Consultorio Familiare (legato essenzialmente alla centralità dell’area medica) è stato determinante nel decremento delle IVG in quanto vettore di diffusione capillare dei principi della procreazione responsabile e quindi della contraccezione.
Ma nel percorso che porta le coppie a compiere una scelta contraccettiva consapevole e duratura nel tempo ci sono molte difficoltà fra le quali sempre più spesso si registrano quelle legate alle condizioni economiche visto peraltro che la gran parte dell’utenza che afferisce ai CC.FF. è di condizione economica non agiata.
Attualmente infatti le Aziende Sanitarie Locali non mettono a disposizione dei CC.FF. i  mezzi contraccettivi da somministrare alle donne (fatta salva la fornitura di IUD da parte di alcune AUSL) e il SSN si fa carico in minima parte dei costi della contraccezione.

Situazione attuale somministrazione contraccettivi
IUD: in molte AUSL oggi, prevalentemente nelle province di Foggia e Brindisi, non vengono fornite ai CC.FF. gli IUD (spirale), che venivano invece distribuiti fino a qualche anno addietro e che vengono regolarmente forniti in quasi tutte le AUSL della Provincia di Bari.
Questo comporta anche una diversa possibilità di accesso al mezzo contraccettivo per le donne che accedono nei CC.FF. di diversi territori, vigendo per alcune, l’erogazione gratuita del mezzo e per altre no allontanando quindi molte donne da questo tipo di contraccezione.

Contraccezione ormonale: Attualmente nessuna AUSL della Regione Puglia eroga gratuitamente i mezzi di contraccezione ormonale (pillola, cerotto, anello vaginale) né attraverso i CC.FF. né attraverso il servizio farmaceutico.
Infatti solo alcuni contraccettivi ormonali sono a carico del SSN ma la maggior parte, e in particolare quelli  a dosaggio più basso, sono in fascia C, quindi a totale carico della donna.
Ovviamente ciò comporta un accesso limitato alla contraccezione ormonale per le fasce di popolazione più deboli economicamente,per le adolescenti, per le donne immigrate ecc.  cioè proprio per quelle fasce di popolazione più a rischio per IVG.
Peraltro dal 2003 i Medici Specialisti Ambulatoriali, anche i consultoriali, non sono più autorizzati, da circolare regionale del 2002, alla prescrizione dei farmaci sul ricettario regionale e pertanto le donne immigrate senza permesso di soggiorno, che non possono scegliere il MMG, sono escluse dall’erogazione gratuita anche di quei pochi contraccettivi ancora prescrivibili a carico del SSN.

Contraccezione d'emergenza: Attualmente, in nessuna AUSL della Regione Puglia viene fornita gratuitamente la contraccezione di emergenza che si è invece rivelata un importante mezzo di prevenzione delle IVG soprattutto nelle adolescenti.
La somministrazione di questo presidio nei  CC.FF. darebbe a tutte le donne pari opportunità di accesso alla contraccezione di emergenza, ne aumenterebbe l’efficacia di utilizzo abbreviando i tempi di somministrazione e consentirebbe ai  CC.FF. di effettuare tutti quegli interventi di tipo informativo-formativo mirati alla scelta contraccettiva successiva in una fascia di età, quella adolescenziale, nella quale appare di particolare importanza un corretto approccio alla procreazione responsabile.

PROPOSTA  DI  INTERVENTO

Premesso tutto ciò si chiede che la Giunta Regionale possa prendere in considerazione l’ipotesi di un provvedimento che porti tutte le AUSL a :

  1. Fornire a tutti i CC.FF., su richiesta del medico specialista in ostetricia e ginecologia, gli IUD in quantità proporzionale alla richiesta proveniente dell’utenza e che pertanto possano essere inseriti senza costi per la paziente.
  2. Dare gratuità di tutti i tipi di contraccettivi ormonali e della contraccezione di emergenza attraverso il SSN per le fasce di rischio così identificate:
    • donne appartenenti a nuclei familiari già esentati dalla spesa farmaceutica  secondo il reddito  (inferiori a 22.000.000 €)
    • donne sotto i 24 anni di età
    • donne immigrate senza premesso di soggiorno (codici STP)
    • donne che hanno già effettuato una IVG in precedenza
  3. Consentire agli Specialisti dei CC.FF. di prescrivere i farmaci sul ricettario regionale (tenendo conto che ciò risolverebbe anche il disagio delle donne gravide ora costrette a far “trascrivere” le ricette dello specialista ginecologo al MMG con tutto quanto ciò comporta in termini di competenza e responsabilità professionale)
  4. Stilare un protocolli d’intesa a livello regionale con le Scuole Medie Superiori che appiani le difficoltà spesso incontrate dalle equipe consultoriali per una complessiva e sistematica copertura del territorio rispetto alla informazione ed educazione alla sessualità nelle scuole, mezzo sicuramente efficace nella prevenzione delle IVG nella fascia d’età adolescenziale e peraltro previsto dalla normativa vigente.
Questa iniziativa va ad inserirsi in un complesso di interventi sul territorio che vedrà impegnati i Ginecologi  Consultoriali a promuovere capillarmente iniziative di aggiornamento degli Operatori dei Consultori Familiari per la conoscenza e l’analisi dell’annuale Relazione Ministeriale onde mettere in atto, nelle diverse realtà territoriali,le misure organizzative e gestionali necessarie.
I Ginecologi Consultoriali chiedono inoltre di potersi confrontare quanto prima con l’Assessorato alla Sanità per l’elaborazione di un Piano Regionale di Intervento per la riduzione dei tassi e dei rapporti di abortività in Puglia.
Auspichiamo peraltro, considerando la globalità degli interventi consultoriali, che questo possa essere il punto di partenza per elevare finalmente gli standard qualitativi dei Servizi consultoriali pugliesi che purtroppo ancora oggi mostrano, in certi casi, gravi lacune : ad esempio la presenza ancora in qualche sede di ginecologi obiettori di coscienza, l’esclusione dei Dirigenti Medici dalle responsabilità dei servizi (appannaggio esclusivo dei Dirigenti Psicologi), la mancanza di interventi mirati per le donne immigrate, la stentata progressione dei programmi di screening oncologico ecc. 
Certi dell’attenzione della S.V. attendiamo cortese riscontro

Coordinamento Regionale Ginecologi Consultoriali


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